Ballo e disabilità

Quando si pensa al ballo, la mente si proietta quasi automaticamente verso un concetto che esclude a priori moltissime persone, in particolare i diversamente abili, i quali non sono in possesso delle capacità e condizioni ritenute indispensabili per praticare questo tipo di attività. Tale pregiudizio è limitante per chi ha dei problemi ed impedisce loro sia di fare esperienze sociali, emozionali e fisiche forti, sia di sviluppare una propria espressione artistica. Permette anche alle persone "abili" di sviluppare concetti erronei come: il ballo è solo per persone abili, possibilmente belle e fisicamente perfette, certamente non per persone disabili che riescono a malapena a fare i movimenti più 'semplici' e, spesso, nemmeno quelli. C’è un altro aspetto che aleggia come uno spettro nella mentalità comune: i diversamente abili hanno problemi, a volte abbisognano di cure, quindi ci si preoccupa troppo spesso dell’aspetto assistenzialistico, comunque importantissimo, rischiando però di trascurare il fatto di considerarle per quello che sono, semplici persone come tutti, che possono desiderare di entrare anche loro nel mondo artistico a pieno titolo o, almeno, trascorrere qualche ora serenamente. Il ballo può essere praticato da qualsiasi persona, sia essa abile o  diversamente abile, sia essa ballerina o persona che non si è mai confrontata col mondo artistico, il ballo può indossare la veste di terapia e quella di espressione artistica e creativa. L’espressione creativa permette a persone diversamente abili di poter anche ballare, il ballo è accessibile a tutti senza limiti fisici, mentali o di età, nel ballo viene sottolineato il piacere di muoversi in modo spontaneo apportando però alcune piccole modifiche per renderlo accessibile anche ai diversamente abili, magari usando aspetti leggermente più teatrali. Ballare per un diversamente abile è fondamentale, è continua ricerca di nuove espressioni, è la comunicazione spontanea attraverso il contatto. Il diversamente abile attraverso il ballo sviluppa un dialogo fisico in cui tutti i sensi sono coinvolti: partendo sempre dall’improvvisazione, il diversamente abile balla cercando di vivere costantemente l’attimo presente. Lui, il diversamente abile, lascia andare il suo corpo, in modo da  comunicare ciò che ha da comunicare, senza limitazioni estetiche, senza paure di non essere in grado di fare o di sentirsi inadeguato. Ancora attraverso il ballo, il diversamente abile si confronta con la propria abilità e disabilità, si muove da solo, con un'altra persona o in gruppo, andando sempre e comunque oltre i limiti cui si è abituati e che spesso si crea lui stesso. Il diversamente abile ballando cerca di dialogare attraverso il proprio corpo, senza la mediazione della parola e riscopre il terreno comune per muoversi con la gravità, che è un’altra delle basi del ballo e della vita in generale poiché tutti sottoposti alle sue leggi. Non c’è alcuna imposizione, non ci sono tempi da rispettare per superare qualcosa, né obblighi da assolvere, se non quello di rispettare se stessi e gli altri, di saper dire, se è necessario: “No, per me è troppo, non ce la faccio, ma non per questo rinuncerò, bensì cercherò altre vie, quelle più consone a me stesso e sarà questo il mio modo di progredire”. Il tutto creerà una serie di balli improvvisati, basati sulla consapevolezza, in cui persone comunque diverse creano esperienze di reciproca uguaglianza. Ballare per un diversamente abile è qualcosa di magico e d’importante sia a livello umano sia a livello artistico, ballare è dare al diversamente abile la libertà di creare, d’improvvisare, di esprimersi attraverso la coreografia partendo dal terreno comune. Le differenti abilità nel ballo si fondono quasi in modo naturale apportando ricchezza artistica e non limiti. Il diversamente abile ballando tenta di trovare una strada alternativa alla sua sofferenza, forse meno tecnica, ma senza dubbio più vicina al suo vissuto ed alla sua sensibilità. Ancora il ballo per il diversamente abile è un percorso emotivo e sensoriale che da voce alla sua espressione poetica

Roberta Cammisa

 

 

 

 

 

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