Un chirurgo dell’hinterland materano, guarito da un tumore ai polmoni, con me sofferente così si è espresso prima di un ictus celebrale: “La disabilità non è la normalità, le persone sono attratte in maniera naturale dalle cose belle e sane ed io che sono una persona normale non potrei mai amare con il cuore una disabile, ad esempio quando tu parli io non ti capisco, non ti fai capire”. Con la morte nel cuore, ma molto serenamente, ho salutato il chirurgo e senza controbattere, sono andata via, ma adesso sento il bisogno di rispondergli: “Caro dottore, saresti tu la persona sana ? Dimentichi di essere anche tu un diversabile guarito da un tumore ai polmoni ed ora affetto da ictus che guarda caso, ti ha tolto l’uso perfetto della parola, quando parli anche tu adesso non ti fai capire. Siamo tutti sofferenti, siamo tutti diversabili, le porte della disabilità sono sempre aperte, anzi spalancate e prima o poi da quella porta qualcuno … ci passa. Se per te i diversabili sono una “cosa brutta e rotta” tu quindi saresti brutto e rotto, brutto lo sei sempre stato, quando Dio ha creato te era molto distratto infatti non ti ha fatto a Sua immagine e somiglianza, Gli sei sfuggito di mano. La disabilità appartiene a tutti, fattene una ragione almeno adesso che convivi con un tipo di sofferenza che non ti lascerà finché vivi. 

Roberta Cammisa

Lunedì 25 luglio 2022

 

 

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